Tratto dall'articolo "PORCELLI, una famiglia di mastri d'ascia",
apparso sul n. 113 Giugno-Luglio 2002, pag. 108,
della rivista "YACTH DIGEST", organo ufficiale A.I.V.E.
(Associazione Italiana Vele d'Epoca)
nella rubrica "Restauri in corso" a cura di Paolo Maccione.
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PORCELLI, una famiglia di mastri d'ascia. |
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![]() (il "Tapiner XXIII") |
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La Nuova Artigialnautica di Fiumicino
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Prima di fondare l'attivitā
nel 1972, i Porcelli hanno lavorato presso la Tecnomar e la CBS di
Fiumicino, poi hanno cominciato a costruire scafi in legno lamellare
lunghi 10 metri e a dedicarsi ai restauri. Oggi il cantiere si estende
su una superficie di circa 6.000 mq., di cui 1.200 coperti, con
possibilitā di alare e varare scafi lunghi fino a m. 25. Attualmente in
cantiere c'č "May Flower", un classe SK55 costruito in
Svezia nel 1919 su progetto di Tore Holm, lungo 14,40 metri e largo
appena 2,10 metri. La stazza lorda é pari a 6,95 tonnellate, con armo
velico a sloop frazionato e strallo del fiocco arretrato in coperta di
oltre due metri rispetto all'estrema prua. Questo genere di barche, veri e
propri "siluri" da regata bassi sull'acqua poco abitabili, sono molto |
![]() (l'interno della struttura coperta) |
Ai restauri anche "Tapiner XXIII", un Sangermani del 1953 lungo 14 metri, con problemi di corrosione dei madieri in ferro che hanno causato l'allentamento dei perni del bulbo e quindi il distacco delle tavole di fasciarne dell'opera viva. I lavori fervono anche su "Macrisa", sloop progettato da Carlo Sciarrelli in legno lamellare, lungo 12,40 metri e con la classica poppa a cuore, riportato a navigare dopo interventi in carena. Oggi i fratelli Porcelli sono in grado, su richiesta da parte di eventuali committenti, di costruire scafi nuovi realizzati interamente in legno. |